Diario di una MammaBis: il sonno

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In questa nuova rubrica “Diario di una MammaBis” vorrei raccontarvi il nostro piccolo quotidiano, non perchè penso che questo sia straordinario ma semplicemente perchè ritengo che il confronto con altre mamme sia molto prezioso, anzi direi che quello che vi sto per raccontare l’ho scoperto anche grazie a qualcuna di voi.

Il tema che vorrei trattare, in questo giorno del terzo complimese di Tessa, è il sonno, ovvero l’unica cosa che mi manca rispetto alla mia vita prima di diventare una MammaBis.
Il sonno è una risorsa preziosa, per me fondamentale per mantenere l’equilibrio psicofisico ed anche l’equilibrio familiare.
In questo momento se mi chiedessero di esprimere un desiderio, sarei certa: la mia risposta sarebbe quella di avere a disposizione un letto ed almeno 12 ore ininterrotte di silenzio!

Il tema del sonno è sempre attuale e da buona dormigliona quale ero (purtroppo il passato è d’obbligo!), ho tentato di tutto pur di recuperare anche solo 10 minuti sdraiata nel mio adorato lettone.
Devo essere sincera: la notte Tessa non mi da molti problemi, richiede solamente le sue dosi di latte e se viene accontentata prima che si arrabbi e svegli la sorella, il sonno può proseguire tranquillo.
Quello che invece non le riesce proprio è dormire di giorno.
Di solito i neonati mangiano e dormono (con qualche cambio pannolini nell’intermezzo) ma per lei, a differenza della sorella, non è così. Diciamo che il sonno di giorno non ci viene facile, per questo le ho provate tutte.

Per prima cosa questa estate al mare ho iniziato a portarla in fascia. All’inizio si ribellava un po’ ma poi si faceva delle belle dormite ed io avevo le mani libere per giocare con Ella.

marsupio

Ho scelto le fasce di Mammamarsupio in cotone bio non sbiancato, perchè voglio che il tessuto che sta a contatto con Tessa sia il più naturale possibile, visto che ci rimane vicina per molto tempo e ci respira a stretto contatto.

Dopo la positiva prova del marsupio a fascia, al rientro dalle vacanze e con l’arrivo di un clima un po’ meno afoso, ho iniziato a fasciarla.

mussola bianca

Con Tessa ho scoperto lo swaddling (che tradotto significa appunto fasciare).
Questa tecnica nasce dalle madri australiane che utilizzavano le coperte in mussola di cotone per avvolgere i loro bebè ed ha notevoli punti positivi: ricostruisce l’accoglienza del ventre materno dove il bimbo si sente avvolto e protetto, mantiene la temperatura corporea grazie alla tessuto in fibra naturale e calma il neonato che ancora deve prendere confidenza con l’uso degli arti.
Fasciarla significa che il suo riposino pomeridiano di un quarto d’ora possa trasformarsi in uno di due ore.
La prima volta quasi non ci credevo!

Queste tele mi hanno fatto innamorare della mussola, soffice tessuto a trama larga 100% in cotone che più si lava più diventa morbido senza usare l’ammorbidente ed ho scoperto che piace anche a Tessa, questo è il suo pigiamino preferito.

pigiamino ok

Io ho scelto le mussole di aden + anais perchè la loro qualità è ottima, hanno dei motivi di tendenza, così come il loro utilizzo è molto vario: questa estate le usavo per coprire Tessa all’interno dei negozi con troppa aria condizionata, oppure in auto per ripararla dal sole in mancanza delle tendine, o ancora Ella le utilizza per fare il suo mantello di Frozen…

Ella mantello

o le tovaglie per i suoi pic nic casalinghi

Ella tazzine

perchè ovviamente quando si compra qualcosa per Tessa la sorella non si deve sentire esclusa!

Ultima cosa, ma non per importanza, è una piccola parentesi per parlarvi di Giulia LePetitRabbit, perchè proprio mentre ho iniziato a scrivere questo post ho ricevuto le sue bellissime cartoline per immortalare, condividere e ricordare i momenti più importanti della crescita dei nostri piccoli: Le My Little Cards.
Amando fotografare Tessa nei nostri momenti di libertà, potete capire quanto siano state apprezzate…

cards

e per rimanere in tema, tra tutte spicca proprio questa:

ho dormito tutta la notte

e aggiungerei: “Ho dormito tutta la notte”… MAGARI!

Ed ora scusateci, ma il nostro riposino giornaliero ci aspetta..

Buon pisolino a tutti!

tessa stokke 2

 

Vi abbraccio.

Erika

Approfondimenti:
Per la fascia marsupio www.mammarsupio.it
Per le tele in mussola e i pigiamini www.adenandanais.co.uk
Per info sulle cards visitate il sito di Giulia www.lepetitrabbit.it

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5 Responses to "Diario di una MammaBis: il sonno"
  1. Io non ho avuto modo di provare la tecnica dello swaddling, peccato perchè poi mi sono informata e ho letto tanti riscontri positivi.
    Per il sonno ahimè come ti capisco…io ero una dormigliona e con Ginevra ero anche riuscita a tenere le mie abitudini…con l’arrivo di Ettore è cambiato tutto! Dormire era una parola bandita dalla nostra casetta e anche lui durante il giorno era arzillo, a meno che non si era fuori. Ho rischiato più volte di addormentarmi su una panchina. Fatto sta che adesso gli equilibri sono stati ristabiliti, si dorme tutti, ma ormai alle 7 sono già in superattività e non mollo fino a mezzanotte! Ammetto che la cosa ORA mi fa stare bene 🙂
    Grazie mille per il bellissimo post 🙂

  2. Verdiana ha detto:

    Cara Erika
    L’argomento sonno è per me qualcosa che ha a che fare con la salute mentale e fisica, le persone che non provano la privazione di sonno a lungo termine non possono capire in che circuito di paranoia finisce la mente, e la cosa più brutta è proprio che questa situazione avviene in concomitanza con uno dei periodi più belli della vita. Sei a casa con i tuoi figli, hai tutto il tempo che vuoi solo per loro eppure non ne riesci a godere a pieno. Oggi è per ms una giornata difficile di quelle che lasci passare in fretta nella speranza di stare meglio domani …mi rammarico moltissimo di non essere una madre migliore per le mie figlie così come mi rammarico di non aver avuto prima la possibilità di provare anche la tecnica della legatura perché magari avrebbe aiutato, perché le si provano tutte quando si è in questa condizione. Un abbraccio e un saluto a voi foto splendide e dolci come sempre
    Verdiana

  3. chiara ha detto:

    Anche io fasciavo la mia piccola Caterina quando era più piccina (ora ha quasi 8 mesi ma ultimamente un paio di volte mi è capitato di fasciarla ancora). Dopo averla portata a casa dall’ospedale, c’erano giorni che se non la fasciavo non riusciva neanche a calmarsi e prendere sonno, quindi l’aver imparato in ospedale a fasciarla è stato essenziale. Tra l’altro lei è stata abituata a questa pratica fin da subito: essendo una bimba prematura ha passato un mese e mezzo in incubatrice, e quando le infermiere la tiravano fuori per permetterci di tenerla in braccio, la fasciavano nei lenzuolini in modo che fosse ben riparata e al calduccio!

    • I Ghirigori ha detto:

      Che bello Chiara quando in ospedale ti insegnano ancora queste tecniche antiche ma attuali allo stesso tempo. Evviva lo swaddling!
      Un abbraccio a te e alla piccola Caterina

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